Era il 29 maggio 2008 quando scrivevo su queste pagine:
Tra tre giorni inizierà la mia nuova vita, a Firenze, dopo che una moltitudine di cicli ha scattato la serratura alle mie spalle (...) Forse salterò nel vuoto e ritroverò le parole. Una dietro l'altra, come colorati fazzoletti da prestigiatore. E magari, rovistando in un cilindro, troverò qualcosa di talmente eccezionale da cancellare il vuoto di questa pagina.
Vi chiederete, forse, cosa è successo da allora. Pochi e stringati, i post.
Vi chiederete se saltando nel vuoto, poi, ho ritrovato tutte le parole. Vi chiederete se ho trovato quel qualcosa di talmente eccezionale da cancellare il vuoto di
quella pagina.
Sarò sintetico: No. Una consonante ed una vocale abbracciate in un oggettivo e poco entusiastico bilancio.
Questo perché quello che speravo di trovare, quello per cui ero venuto, la ridicola favola del ragazzo di provincia che arriva nella grande città trovando l'amore e il lavoro dei suoi sogni non si è realizzata. Non che aspirassi a tali fantasie ovviamente, ma avvicinarsi ad una versione sbiadita di quella fiaba inquinata di mille compromessi non sarebbe stato male dopotutto.
Rimpianti? Tempo buttato? Assolutamente no. Sono cresciuto: piu rapidamente in questi due anni che nelle manciate di anni passati. Ho conosciuto persone fondamentali nella costruzione del mio essere contemporaneo, e che spero resteranno sempre nella mia vita. E mi sono sbrodolato in mille stronzate che avevo bisogno di compiere. Esperienze che adesso giudico essenziali e irrinunciabili.
Ho capito tante cose. E tante ne dovrò ancora capire.
Ma il solo aver districato la nebbia su quello che voglio e non voglio nella mia vita a lungo termine alleggerisce il mio bagaglio.
Stavolta non mi sbilancerò in profezie e pronostici. La vita è meno magica di come pensiamo.
E mentre cala l'ombra di un cerchio che sta chiudendo mi guardo intorno fiducioso che una nuova alba mi attiri nella sua orbita.